Una Chiesa aperta al futuro

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Pastorale


Già nell’ormai lontano 1964, il Concilio Vaticano II, nella costituzione sulla Chiesa Lumen Gentium, insegnava in termini chiari, che un’autentica vita di chiesa è garantita dalla partecipazione e corresponsabilità di tutti i cristiani. La salvezza che Cristo ha portato passa attraverso la Chiesa, tocca ad ogni cristiano costruirla perché sia, in ogni tempo ed in ogni luogo, il segno e lo strumento dell’azione salvifica di Gesù. Ognuno nella sua comunità deve sentirsi membro vivo e operante, disponibile al-la chiamata dello Spirito che concede a ciascuno il suo dono in favore della Chiesa.
Sono passati quasi sessant’anni dal Concilio. In quegli anni il problema della scarsità di sacerdoti non era avvertito, eppure già si invitavano i cristiani a vivere responsabilmente il proprio Battesimo.
Papa Francesco, all’inizio del suo pontificato, diceva di sognare una chiesa missionaria, capace di scelte che trasformino ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato all’evangelizzazione del mondo attuale, più che all’autopreservazione […]. 

Il nostro Arcivescovo lo scorso ottobre richiamava in un’omelia che questo «È il tempo di vocazioni a servire la Chiesa. Servendola percorrendo insieme vie antiche e nuove, conservando la tradizione e affrontando con azioni pastorali inedite».
Al nostro decanato della Valceresio è stato chiesto di sperimentare un cammino nuovo, missionario, da realizzarsi attraverso una pastorale che coinvolga sacerdoti e laici insieme, per proporre con linguaggi adeguati agli uomini del nostro tempo il Vangelo di Gesù.

Tenendo conto dei suggerimenti e confronti avuti con il Vicario di Zona Mons. Giuseppe Vegezzi, senza fretta, ma con determinazione, si stanno compiendo piccoli passi, mirati ad individuare forze ed energie nuove, scelte che, con pazienza, portino a superare nel tempo l’immagine della parrocchia identificata con il parroco, autonoma e autosufficiente. Questo non significa la fine della parrocchia tout court, perché la chiesa non può smettere di essere una presenza nel proprio territorio e nel proprio tempo. 

Il GRUPPO BARNABA, che si è costituito per pensare e realizzare le assemblee sinodali, da mesi sta riflettendo e facendo scelte concrete finalizzate all’individuazione di figure laicali che condividano la stessa passione per il rinnovato cammino della Chiesa oggi. 

Anche in AMBITO GIOVANILE da un anno, guidati da don Matteo, sono in atto percorsi significativi di esperienze “insieme”, coinvolgendo adolescenti e giovani di tutto il decanato. In aiuto a don Matteo il seminario di Milano ha inviato un seminarista di V teologia che sarà presente in decanato ogni fine settimana per i prossimi due anni.

Sempre nella logica dell’accompagnamento e della formazione, con settembre, arriveranno in Valceresio due consacrate appartenenti all’ordo virginum della famiglia delle “Sorelle della Parrocchia”, con il compito preciso di conoscere, accompagnare e formare i catechisti dell’iniziazione cristiana e di avviare un cammino di formazione e aggiornamento nell’ambito liturgico.

Nella medesima direzione, orientata al futuro, l’Arcivescovo affiderà dal prossimo settembre ad UN SOLO PARROCO la guida di due comunità pastorali: Induno e Arcisate/Brenno. Ad Induno continueranno a risiedere come referente un vicario parrocchiale e un vicario con incarichi pastorali, ma il parroco sarà unico, nella persona del decano don Claudio Lunardi che coordinerà una pastorale che salvaguardi l’identità delle due comunità, pur con le stesse linee di fondo, guidate da un’unica diaconia dei sacerdoti con alcuni laici e per tutti alcuni momenti formativi comuni.

La chiesa è chiamata a vivere un cammino sinodale, un cammino aperto al futuro con l’unico e solo obiettivo che sta a cuore a tutti: l’annuncio del Vangelo di Gesù Cristo oggi, in questa storia che è tanto diversa dal passato. Le novità in atto non vogliono riguardare l’organizzazione della Chiesa, ma mirano ad una forma rinnovata di annuncio. Occorre, pertanto, intraprendere un cammino di conversione pastorale per rendere le nostre comunità più fraterne, più missionarie, affinché vivano e testimonino la gioia del Messaggio di salvezza che il Signore ci ha donato.  

 

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